In corso su Mamacrowd la campagna di equity crowdfunding di Bepi Dispenser, il primo distributore automatico di farmaci al letto del paziente ospedaliero
È online sul portale Mamacrowd la campagna di equity crowdfunding di Bepi Dispenser, il primo distributore automatico di farmaci al letto del paziente ospedaliero.
Il round di equity crowdfunding, supportato da Over Ventures, ha l’obbiettivo di raccogliere 800 mila euro, ed è finalizzato a completare le attività di industrializzazione, eseguire i necessari test in campo operativo (ospedale), lanciare la produzione di serie con l’acquisto degli stampi per le componenti a disegno, incrementare l’organico e promuovere il lancio sul mercato italiano e internazionale.
Negli ultimi due anni, l’azienda ha ottenuto altri 800 mila euro in un round privato e ha partecipato al programma di accelerazione “Silver Accelerator”, finanziato al 75% da CDP Venture.
Il dispenser automatico di Bepi Dispenser per i degenti ospedalieri
Il dispositivo ha una capacità di 60 pillole, sufficiente a gestire la terapia per tutta la durata della degenza per la maggior parte dei pazienti e consente l’aggiunta o modifica dei farmaci in tempo reale. All’orario prestabilito, Bepi eroga automaticamente la dose prescritta, avvisando il paziente con segnali luminosi e sonori.
Il dispenser viene configurato importando le prescrizioni mediche dalla cartella clinica elettronica del paziente o tramite un tablet dedicato e soltanto il personale autorizzato può caricare le pillole, grazie a un sistema di accesso protetto e tracciato.
L’integrazione con le cartelle cliniche elettroniche utilizzate nelle strutture sanitarie permette la gestione centralizzata e automatizzata delle terapie.
Un sistema nato per affrontare le carenze del sistema infermieristico
Bepi Dispenser è stato ideato e sviluppato interamente in Italia da un team con esperienza ultraventennale in ambito sanitario, tecnologico e manageriale.
Nasce dall’esigenza di affrontare le carenze del sistema infermieristico dei paesi più avanzati, individuando una soluzione automatizzata per migliorare l’efficienza nella somministrazione dei farmaci.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “The Lancet”, infatti, ha evidenziato come superando il rapporto di 5 pazienti per ogni infermiere, la mortalità e la durata della degenza aumentino progressivamente.
In Europa e in Italia, dove la situazione è critica da questo punto di vista, si arriva a superare frequentemente i 12 pazienti per infermiere, con aumenti della mortalità e delle complicanze anche del 50% e della durata della degenza ospedaliera del 20%.
Il modello di business e i prossimi passi
Il modello di business di Bepi, per cui sono stati depositati due brevetti, in fase di rilascio, si basa sull’associazione tra dispenser e paziente tramite braccialetto, mentre il macchinario viene fornito in comodato d’uso, con una fatturazione calcolata sull’effettivo utilizzo, cioè sul singolo paziente.
Entro l’inizio dell’estate, inizierà la distribuzione della pre-serie con primi prototipi presso alcuni ospedali.
L’azienda ha inoltre già siglato lettere di impegni con sette strutture sanitarie del Nord Italia, è in fase di definizione di accordi di distribuzione con primarie realtà del mondo ospedaliero e attende la realizzazione degli utili e il raggiungimento dell’autonomia finanziaria nella prima metà del 2026.
“Oltre al mercato comunitario, puntiamo anche ai mercati statunitensi e arabi, dove abbiamo già sviluppato dei contatti e ricevuto delle richieste” afferma Roberto Schibuola, amministratore delegato e cofondatore di Bepi, insieme a Nicola Abbattista, Marco Scardino e Francesco Tasso, gli ultimi due rispettivamente, responsabile di anestesia e anestetista presso strutture ospedaliere di riferimento in Italia.